Wellness zone e post Covid

La gestione del cambiamento nel settore del benessere e delle spa

 

Fiammetta Benetton intervista Riccardo Turri

Abbattere i livelli di stress è una delle azioni più responsabili che possiamo compiere verso il nostro fisico. Tra i metodi più utilizzati (e più piacevoli) per incrementare il nostro benessere c’è il ricorso alle terme e al calore. Gli stessi antichi, greci e romani in primis, avevano riconosciuto il potere benefico dell’interazione con l’acqua e con il vapore. Da qui la crasi SPA che significa salus per aquam. La ricerca dell’equilibrio psicofisico si è resa ancor più rilevante durante il lockdown. A sostenere questa visione è anche Starpool, una delle aziende più rilevanti nel settore della progettazione di spa e aree benessere.

“Il Covid-19 ha fatto emergere quei problemi gestionali che già da tempo interessavano il settore di cui ci occupiamo” rivela Riccardo Turri, CEO di Starpool. “Le spa avevano dimenticato la loro originaria vocazione, ovvero donare benessere psicofisico a chi le frequenta. Troppo spesso erano affollate, mancava quello spazio interpersonale che consente anche di ritrovare la dimensione necessaria al rilassamento. Credo quindi che l’avvento dei protocolli anticontagio possa aiutare a migliorare l’organizzazione futura di queste oasi”.

In questo periodo la rinnovata attenzione alla bontà delle condizioni igienico-sanitarie ha provocato la chiusura temporanea di molti centri benessere e l’insorgere di una vera psicosi tra i frequentatori.


“Il Covid-19 ha terrorizzato tutti. Il mondo delle spa è stato fortemente colpito a causa del divieto di utilizzo dei centri benessere e dei dubbi relativi all’assembramento e al pericolo che il virus vi potesse proliferare. Va però ricordato che gli standard igienici nelle spa sono altissimi e ad elevarli contribuiscono anche i materiali che vengono scelti in fase di progettazione degli spazi. Va quindi riportato il tono della discussione alla correttezza. Non dobbiamo costringere le persone a rinunciare alle spa: lo stesso Wellness Institute ha validato con studi scientifici che il ricorso alla sauna, aiuta il fisico a rafforzare il sistema immunitario, a migliorare le prestazioni cardiache e polmonari, ad eliminare le tossine e ad abbassare i livelli di stress, che rappresenta un vero e proprio veleno per il nostro cervello e per il nostro fisico. Al pari di una sana alimentazione e di una corretta attività fisica, frequentare le spa, aiuta a migliorare la qualità della nostra vita”.

Ora le spa stanno riaprendo, come cambierà secondo lei il modo di frequentarle?

“L’imprenditore che le gestisce deve porre grandissima attenzione alla formazione del personale. Più di prima. Questo non solo per garantire la corretta applicazione dei protocolli anti-Covid ma anche per offrire una qualità dei servizi sempre più elevata, per comunicare al cliente consapevolezza dei benefici delle  apparecchiature proposte, per trasmettere la credibilità di un settore che negli anni si è fortemente trasformato.

Solo conoscendo gli aspetti anche tecnici di ciò che proponiamo possiamo consigliare e guidare l’utente. Si sta chiedendo alle spa di intraprendere una strada che possa definirne un’identità più chiara. Il non saper comunicare le potenzialità del proprio centro benessere, soprattutto in ambito alberghiero, si trasforma in un’arma a doppio taglio che può fuorviare l’immagine di queste cattedrali del wellness. Non sono gadget ma sono veri e propri servizi all’ospite come un eccellente materasso, una stanza insonorizzata e una colazione continentale.

Starpool si sta battendo da anni per inserire progetti e attrezzature funzionali, non solo scenografiche. La formazione delle persone è quindi fondamentale. Non basta il titolo di spa manager: serve un approccio sicuro e completo nei confronti di ciò che offriamo”.

Come è evoluto questo mondo?

“Starpool è stata fondata nel 1975 dai miei genitori. All’epoca si trattava di un progetto illuminato e lungimirante. La nostra forza è la coerenza, il vero DNA aziendale. Noi sviluppiamo attività per il benessere fisico e mentale della persona. Per quanto riguarda l’utenza privata, negli anni è cambiato il modo di pensare questi spazi: inizialmente il core era la piscina. Poi si è passati alla piccola sauna, poi all’oasi che mostrasse creatività e ambizione. Oggi invece si è tornati alla consapevolezza che chi utilizzerà una spa dovrà trovarne un beneficio: a me piace molto di più adesso.

Un discorso più articolato va al B2B. Esistono progetti benessere per le spa da adattare all’identità aziendale. La spa può essere un servizio a corollario dell’offerta oppure il core.

Il committente spesso non ha l’idea di un progetto specifico: è qui che subentra la professionalità e la capacità di interpretare le richieste, che sono molto diverse tra un “destination hotel” (in cui l’ospite prenota proprio per il servizio spa offerto), un business hotel (che necessità di servizi veloci, di uso quotidiano, accessibili 24 ore al giorno) e un piccolo hotel che cerca un upgrade. Il ragionamento non è “la voglio così” ma “come la immagino tra 20 anni?” Per questo l’attenzione al progetto deve essere massima”.

Riccardo Turri

Ceo Starpool srl

Amministratore delegato di Starpool srl dal 2002. Nata come azienda famigliare nel 1975, fondata dai suoi genitori, oggi è leader nella progettazione di spa e centri benessere. La sua carriera in azienda ha toccato tutte le aree, permettendogli di entrare a contatto con le realtà coinvolte, dalla progettazione, all’impiantistica, fino ai cosmetici. Il denominatore comune di ogni prodotto è la coerenza al DNA aziendale che promuove percorsi e trattamenti attraverso il calore e l’acqua a riposo.