L’unione fa la forza

Far parte di un gruppo di acquisto per cogliere i vantaggi dell’essere massa critica e per avere un puntuale controllo di gestione  

 

Fiammetta Benetton intervista Gianni Pangrazzi 

Fatture da saldare, fornitori da gestire, acquisti da fare senza alcuna possibilità di pianificazione concreta del futuro. Il lockdown ha investito il settore del food&beverage in modo devastante: bar, ristoranti, hotel chiusi, la filiera in ginocchio e la necessità, comunque, di onorare gli impegni commerciali presi.

È in questi momenti che ci si rende conto quanto sia importante far parte di una rete che rappresenti anche un punto di riferimento. Gestor, gruppo di acquisto nato 20 anni fa con lo scopo di mettere a fattore comune gli acquisti del mondo Ho.Re.Ca, per ottenere anche importanti benefici, durante il lockdown ha svolto questa funzione.

“Fatturiamo 40 milioni di euro l’anno” conferma Gianni Pangrazzi, Direttore Generale di Gestor “e in un periodo di crisi così sentita siamo riusciti a pagare tutti i 180 fornitori pur non incassando dai nostri soci. In questo modo abbiamo azzerato il rischio di insoluti o di future “diatribe” tra fornitore e cliente, garantendo massima serietà e forte vicinanza ai i nostri 410 soci. Il meccanismo per cui questo gruppo di acquisto è nato si è quindi espresso nella massima misura”. 

Come funziona la società cooperativa Gestor?

“Gli obiettivi sono due: fare massa critica e garantire scontistiche apprezzabili sui prodotti. Sull’alimentare arriviamo al 3-5% in meno sul prezzo all’ingrosso, dove ottenere 1-1,5% è già un record. Sui servizi in media si arriva al 15-20%. Noi stringiamo accordi commerciali per conto dei nostri soci ai quali forniamo prezzi base vantaggiosi appannaggio di tutti, ai quali vanno sommati meccanismi premiali verso i clienti più attivi in filiera.

Forniamo una rete di acquirenti ai nostri fornitori e viceversa. Ogni socio ha un rapporto diretto con il fornitore ma, dal punto di vista giuridico, è Gestor a fatturare al socio senza alcun ricarico con il vantaggio della semplificazione: i nostri soci ricevono una fattura unica, specificata al dettaglio e quindi hanno solo un documento da gestire e una sola spesa bancaria, ma anche dei report sulla classificazione dei consumi suddivisa per generi e questo consente anche una migliore pianificazione e un preciso controllo di gestione attraverso il check del prezzo, delle statistiche, del risparmio di tempo nella ricerca dei contatti.

La nostra mission è togliere il rischio d’impresa relativo a commesse e pagamenti. Tornando a quanto successo ora, ci siamo accorti che fare rete e fare massa critica è premiante. Far parte di un gruppo di acquisto permette a chi ha poco potenziale di sfruttare i prezzo dei “grandi” e, a chi è molto strutturato, di cogliere il potenziale del gruppo”.

In questi mesi molti si sono avvicinati agli acquisti online. Qual è il vostro sentiment a riguardo?

“I privati si sono affidati alla rete per gli acquisti ed è fisiologico. Che lo faccia un’azienda invece è rischioso: è complesso capire questo pericolo camuffato da opportunità. Internet sta fagocitando la rete distributiva, disgregando il sistema e mettendo a rischio la categoria dei grossisti. Questo anello di congiunzione tra produttore e fruitore, infatti, è praticamente sparito. Se l’impressione iniziale è quella di risparmiare, ci si rende ben presto conto che secondo questa logica viene meno la tutela nella fase di scelta dei prodotti e del prezzo di approvvigionamento, ma anche della gestione del post-vendita. È necessario quindi creare un circuito chiuso, a tutela di tutte le parti”.

Come fare quindi ad affrontare l’immediato domani?

“È tempo di ripartire con un nuovo assetto e un nuovo impianto gestionale, ma questo vale per tutti: l’incertezza fa parte dell’imprenditoria così come la gestione. Va fatta ora un’analisi del proprio business, pianificando in modo minuzioso il futuro. Chi ha pagato di più in questo periodo sono coloro che non erano preparati a livello di bilancio.

Oggi l’evento destabilizzante si chiama Coronavirus, domani potrebbe essere un lutto, una crisi politica: non possiamo essere impreparati a gestire due o tre mesi di stop dell’attività. La ristorazione e  l’hospitality sono stati colpiti quanto quelli della moda, dell’automotive, dell’artigianato: combattiamo tutti la stessa guerra. Chi era preparato a superare lo stop è uscito con le ossa meno rotte rispetto a chi non aveva mai pensato al controllo di gestione. È un momento di sana autocritica e ci sono i presupposti per ripartire. Ricanalizziamo il processo. Resettiamo bilanci, funzionamento, analisi dei costi, accoglienza e proponiamo un prodotto nuovo”.

Gianni Pangrazzi

Direttore Generale di Gestor

Diplomato in ragioneria, inizia a lavorare per Banca Calderari nell’83 e approda poi in Banca Sella come Capoarea prima e Direttore Commerciale Triveneto poi. Prende contatto con il mondo dell’imprenditoria fin da bambino, muovendo i primi passi nel ristorante dei genitori, in montagna. Per anni consigliere comunale a Mezzano, viene eletto anche consigliere comprensoriale della Val di Sole. È Direttore di Gestor, società cooperativa fondata nel 1998 da 14 imprenditori che oggi conta 400 affiliati operanti nel settore alberghiero e della ristorazione prevalentemente del Trentino Alto Adige e della Valle D’Aosta.