L’autenticità dell’accoglienza

Il lockdown ci ha fatto scoprire il valore dello scambio umano, dell’empatia e dell’attenzione agli altri. Ora andranno adattati anche al business e all’hospitality 

 

In quarantena obbligata, seduto sul divano. Stufo e annoiato dal non poter uscire, esasperato dalla situazione e preoccupato per il futuro. Impossibile non domandarsi “cosa cambierà? Come cambierà?”. Ne parlo al telefono con amici e colleghi, con familiari. Ascolto il loro punto di vista e noto come si venga a delineare un denominatore comune, un fil rouge tra i vari discorsi. Il tema in oggetto è “appena ci permetteranno di uscire farò…”. Argomento complesso, talvolta confuso, dove però molte persone hanno cominciato a definire un programma serio e serrato. Niente di eclatante, almeno in apparenza. Un giro in montagna, una salita in vetta, un’escursione in mtb. Una cena tra amici, la visita ad un parente lontano, una bicchierata… tanto tempo ed occasioni da trascorrere assieme. Niente shopping? Niente eventi mondani? Nessuna ricerca di momenti spettacolari da postare sui social?

A vincere la classica sono le cose più semplici, quelle vere ed autentiche. Quelle basate sui valori davvero fondamentali della nostra vita.

Questo periodo così particolare ci ha frenato, forse un po’ troppo bruscamente, e ci ha messo nelle condizioni di respirare, di abbassare il ritmo, di tornare a voler assaporare la vita in modo più equilibrato.

Con il lento tornare alla “normalità” e l’esplosione dell’estate molti di noi hanno iniziato a ragionare sulle ferie e sulle relative destinazioni. Quali saranno le tendenze delle prossime vacanze? Nel breve periodo i viaggi non saranno “per tutti”. Alcuni non ne avranno oggettivamente le possibilità, altri rinunceranno per precauzione (soprattutto le fasce più a rischio). Coloro che potranno partire indubbiamente saranno portati a fare dei ragionamenti molto più accorti di prima, a considerare una serie di fattori differenti. Valuteranno con attenzione prima di decidersi e propenderanno per quelle soluzioni che, fatto salvo il tema della sicurezza, saranno in grado di garantire piena soddisfazione dei loro bisogni.

In questo senso molti ospiti torneranno in luoghi che già conoscono e che ritengono affidabili Saranno quindi automaticamente portati a cercare un “porto sicuro” in cui trascorrere il loro soggiorno, piuttosto che avventurarsi in destinazioni ignote. Qui sceglieranno quelle strutture capaci di garantire un certo standard di accoglienza e sicurezza. Saranno avvantaggiate quelle realtà che hanno saputo rivedere l’offerta, mettendo al centro le esigenze dell’ospite. Camere ampie, spazi comuni e aree servizio, spazi esterni, programmi di attività alla scoperta del territorio, ecc.

Destinazioni che possono fare al caso loro, dove è possibile recuperare il contatto con la natura e generare un vero incontro con il territorio. Luoghi autentici.

Il vero benessere non sarà più all’interno di un centro wellness, magari posizionato nello scantinato, ma in un prato o in mezzo al bosco. Così come ci sarà una maggiore attenzione verso l’offerta di prodotti del territorio, autentici e naturali. 

Altro aspetto determinante sarà la relazione con il “proprietario di casa”.

Ad essere premiati saranno coloro che hanno saputo mantenere una relazione con il proprio ospite anche durante le fasi più buie. Coloro che hanno inviato una mail o alzato la cornetta per chiedere se andava tutto bene, se tutti erano in salute, piuttosto che spedire l’elenco delle offerte nella speranza di convincere o invogliare all’acquisto.

Questione di stile, di autenticità. In questo senso mi sento di dire che per far quadrare il bilancio economico le imprese dovranno prima di tutto far quadrare il bilancio valoriale-relazionale con l’ospite. Dovranno riuscire a per severare nel dare un’accoglienza con la A maiuscola stando ben attenti ad una molteplicità di fattori.

Le strutture, così come le destinazioni, dovranno sforzarsi nel definire progetti autentici, veri, fortemente connessi con le caratteristiche identitarie. In questo modo sarà possibile far emergere quegli elementi che spesso vengono dati per scontati, banalizzati, ma che rappresentano l’essenza del viaggiare e scoprire un luogo.

Matteo Bonazza

Socio - Consulente area Turismo G&A Group

Sono una persona curiosa e propositiva, sempre pronto a cogliere nuove sfide e ad impegnarmi in progetti innovativi. Da circa 15 anni mi occupo della costruzione del prodotto turistico e del destination management, lavorando al fi anco di imprese private e soggetti pubblici. Ascoltare ed interpretare i bisogni del cliente è la chiave per costruire prodotti mirati, nel pieno rispetto dell’identità dell’azienda, e poi strutturare strumenti di marketing ben allineati.