La “coopetizione” e la gamificazione della realtà

Competizione collaborativa, lettura dei segnali deboli, adattamento alla digitalizzazione: ecco come una buona “interpretazione del futuro” permette di innovare il proprio business

 

Fiammetta Benetton intervista Alessandro Garofalo

L’innovazione è direttamente correlata alla necessità di risolvere un problema. Per farlo in modo efficace ed efficiente bisogna saper leggere i segnali deboli che ci vengono forniti (dalla società, dal mercato, ecc.), ovvero quelli che ci fanno capire che stiamo trattando un fenomeno in procinto di allargarsi a macchia di leopardo. A sviluppare meglio questo concetto è Alessandro Garofalo, che introduce temi fondamentali per la creazione di futuri concreti.

“Una delle principali abilità del problem solver è la lettura dei segnali deboli, difficili da cogliere. I cool hunter o i trend setter individuano i segnali meno evidenti, li interpretano e ci costruiscono sopra un progetto di senso. Di fatto trasformano la creatività in business e quindi soddisfano il fruitore designato. Per arrivare a questo bisogna essere resilienti, ovvero anticipare il futuro e saperne leggere i segnali deboli. Servono flessibilità e sincronismo.

Oggi questo processo è più complesso che nel passato perché siamo immersi in una realtà fortemente digitalizzata e le variabili che influiscono su ogni analisi sono infinite. Le sfide che le aziende devono affrontare si sintetizzano nell’acronimo inglese VUCA: volatilità, incertezza, complessità, ambiguità”.

Serve quindi un cambio radicale di paradigma, di approccio…

“La pandemia ha evidenziato tutti i problemi di sincronicità: siamo stati lenti nella lettura dei fenomeni e delle variabili. Il pensiero novecentesco, legato al problem solving “ipotesi-tesi-alternativa”, è fallito perché è lento, non è critico. Nel web oggi si naviga in infinite direzioni non solo da A a B, per questo serve un approccio critico.”

Se il pensiero vecchio è superato, come dovremmo ragionare?

“La rete offre una serie innumerevole di co-creazioni di idee e di stili. Il nuovo pensiero strategico deve adattarsi a questa velocità e alla nuova “geografia”. Una delle metafore migliori di questo nuovo approccio è il Game: l’iperspazio è game.

La gamificazione della realtà consente di utilizzare elementi mutuati dai videogiochi in contesti professionali.

Uno degli obiettivi è di comunicare un messaggio in modo molto chiaro anche con l’utilizzo di infografiche di impatto. Inoltre, nella simulazione della realtà, le alternative ad ogni soluzione e le vie di uscita sono molteplici e anch’esse molto chiare.

A questo proposito consiglio alle aziende, indipendentemente dalla dimensione, di dotarsi di una data room (fisica o virtuale) dove siano visibili TUTTI i dati della gestione, una sorta di “plancia di comando” degli imprenditori.

In Giappone c’è l’OBEYA, luogo in cui si riuniscono i responsabili di progetto per un dialogo diretto tra tutti i soggetti coinvolti. Questo permette di evitare errori tipici del disallineamento. E poi tutti dobbiamo imparare a fare la mappa dei rischi per individuare i processi vulnerabili. Infine la COOPETIZIONE, ovvero “competizione cooperativa” tra imprenditori, consente un efficientamento di costi e ricavi e garantisce all’utente finale un servizio ad alta soddisfazione.

Vedasi la gestione dell’emergenza negli hotel o nei ristoranti: il cliente oggi, per dare fiducia, ha bisogno non di leggere certificazioni e documenti, ma di percepire dallo staff interno il rispetto delle regole e l’adattamento alla nuova realtà. L’intero territorio deve farsi carico di questa cooperazione tra competitor”.

Alessandro Garofalo

CEO Garofalo&Idee Associate

Laureato in Fisica, vive sulla sponda veronese del Lago di Garda. Nel 1990, per una serie fortuita di eventi, si trova ad approfondire tematiche come il pensiero laterale. Cinque anni più tardi fonda la Garofalo&Idee Associate, punto di riferimento nazionale per la consulenza “non convenzionale” nel campo dell’innovazione di prodotti e servizi. Alla base della filosofia che anima la sua azienda ci sono l’attenzione alle contaminazioni interdisciplinari, la creatività, l’originalità e la concretezza. Non hanno voluto fare a meno di lui Ferrari, Rai, Enel, Pirelli, Borbonese, Lavazza, Nike, Vodafone, e molti altri.