La vera forza propulsiva di ogni azienda

innovazione in azienda

Rompere e innovare

Si dice che siano lo stress ed in parte la paura a generare le migliori condizioni per attivare un vero processo di cambiamento.

Due condizioni che non devono soffocare, ma stimolare le persone, permettendo alla loro emotività di attivare una fase di esplorazione,  un processo non di cambiamento indotto ma di evoluzione personale: una dinamica assolutamente naturale.

Quando i risultati non soddisfano, quando tutto sembra in una fase di stallo e di insoddisfazione è normale andare alla ricerca di una soluzione diversa.

Si tratta di un’attivazione comportamentale di tipo primordiale, antica e messa in atto dai nostri antenati che affinavano continuamente le loro tecniche di caccia in rapporto alla capacità delle prede di difendersi dai loro attacchi.

Oggettivamente non può esistere crescita personale senza cambiamento e per attivare questo processo evolutivo si possono seguire approcci diversi:

1. Ispirazione

Il cambiamento per ispirazione è tipico di quegli imprenditori che, partendo da un sogno, un desiderio, una spinta emotiva, riescono a mettere le emozioni come la fatica e la paura in secondo piano.

L’ispirazione permette alle persone di avere una visione, di immaginare anni prima cosa succederà, come sarà uno spazio, come sarà una posizione di mercato.

Questa visione dà sicuramente sicurezza all’imprenditore che dovrà condividere in modo adeguato e con metodo le sue idee per generare coesione e non creare distanza di linguaggio, di motivazione e di velocità con i propri collaboratori.

2. Disperazione

Il cambiamento per disperazione avviene quando non possiamo fare diversamente. Essendo direttamente associato alla fatica, spesso le persone oppongono resistenza al cambiamento o lo rifiutano.

Dobbiamo, infatti, ricordarci che uno dei bisogni primari dell’uomo è associato ad una ricerca continua di sicurezza e per questo risulta molto difficile modificare le proprie abitudini allontanandosi da una comfort zone fatta di azioni ripetute, ambienti conosciuti e persone famigliari.

Molti imprenditori, prima di cambiare, mettono in atto una serie di micro azioni sperando di ottenere qualche risultato: questo atteggiamento, oltre a non produrre risultati, genera spesso grande spreco di risorse economiche ma anche emotive, coinvolgendo le persone in tante azioni tattiche, spesso incoerenti tra di loro, e sviluppando una sensazione generale di stanchezza e indebolimento.

Ecco che, arrivati a questo punto, l’unica strada per l’imprenditore sarà quella di “soccombere al cambiamento”: come un paziente ormai malato, non potrà più optare per la strada della prevenzione, ma solo per quella della cura.

3. Imitazione

Il cambiamento per imitazione parte dalla sfida di voler emulare qualcosa o qualcuno. Questa condizione può innescare la miccia del cambiamento ma, al tempo stesso, risulta essere molto pericolosa.

Questo processo di cambiamento riguarda gli imprenditori che non hanno una vera identità o non riescono a codificare e riconoscere i propri valori e, di conseguenza, non sono in grado di stabilire una vera e propria strategia aziendale.

Imitare i nostri concorrenti è un approccio apparentemente più facile, ma fine a se stesso: il rischio sta nel copiare solo ciò che è visibile senza capire il lavoro sommerso, fatto di tante e piccole azioni che hanno reso davvero unica e coerente la proposta di valore che stiamo cercando di replicare.

Un esempio concreto

Un esempio, sempre calzante, è quello dell’albergatore che per identità, passione e stile, decide di trasformare la sua attività da albergo generico ad hotel specializzato nel benessere.

Questo imprenditore lo fa perché crede davvero che il benessere sia un bisogno primario per l’uomo e di conseguenza progetta un ospitalità wellness a 360°, ponendo attenzione a tutti i micro dettagli che in qualche modo potranno far stare bene i suoi ospiti e far performare il suo business.

Dall’accoglienza specializzata alla funzionalità degli spazi, dal sito internet alla qualità delle camere, dalla cortesia alla professionalità dei collaboratori, dalla cucina con menu dedicati all’ambiente spa, tutto viene pensato in maniera coerente e in linea con i valori differenzianti che rendono unico il proprio prodotto turistico.

E poi c’è l’albergatore “vicino di casa” dell’hotel wellness, curioso di capire come il suo concorrente riesca ad avere sempre il parcheggio pieno e un andirivieni di turisti continuo, indipendentemente dalla stagione.

Un albergatore che, in questo caso, non è ancora riuscito ad identificare la sua proposta di valore e che si convince quindi che, alla base di tanto successo, ci sia soltanto una riqualificazione edilizia, cioè l’inserimento di una spa d’hotel. Un imprenditore che, ignorando le tante azioni coerenti fatte dal suo concorrete, costruisce la sua spa d’hotel convinto d’aver risolto tutti i suoi problemi.

Peccato che i problemi, in questo caso, aumenteranno! Perché, a fronte di una spesa importante, questo hotel non riuscirà mai a giustificare un aumento dei prezzi a camera e la nuova la spa, da sola, non riuscirà ad eliminare le molte contraddizioni che caratterizzano la struttura (stanze vecchie con materassi sfondati, una cucina inappropriata, uno stile relazionale decisamente non adeguato, ecc.).

Secondo voi chi avrà maggiore probabilità di generare

un risultato di qualità rispetto alla promessa di “vacanza benessere”?