Benvenuto e-commerce

La pandemia e il lockdown hanno svelato l’importanza della digitalizzazione delle aziende e delle opportunità offerte dal mercato di vendita online

 

Molti comportamenti adottati nelle fasi di emergenza accelerano i processi storici. Decisioni che, in tempi normali, richiederebbero anni di attenta valutazione, vengono stimolate a realizzarsi in tempi brevissimi, a volte motivate dalla necessità e dalla paura, andando però ad apportare un cambiamento che rivoluzionerà il business. Mai questi concetti sono stati più azzeccati per descrivere, al meglio, l’evoluzione del comparto e-commerce in Italia.

Già da 15 anni, si assiste annualmente a una crescita a doppia cifra del fatturato generato dai canali commerciali online delle aziende B2C che nel 2019, in Italia, ha raggiunto quota 48,5 miliardi di euro (+17% rispetto al 2018). Se è vero che il nostro Paese non è mai rientrato all’interno della classifica dei più virtuosi in fatto di vendita digitale, con un tasso di penetrazione nell’e-commerce (% vendite online sul totale retail) inferiore di più della metà rispetto a Regno Unito, Germania e Francia, la crescita avvenuta nel 2019 ha superato ogni aspettativa. È stata, infatti, superiore a quella registrata dagli altri paesi europei. Fino all’anno scorso, le aziende italiane operanti nell’e-commerce erano il 12% di quelle totali presenti sul territorio, di cui il 79% nell’ambito B2C.

Rispetto al comparto offline, che negli ultimi 10 anni ha visto scomparire 63 mila negozi fisici, i dati del Registro delle Imprese evidenziano come le imprese attive, nel 2019, con codice ATECO relativo al commercio online (primario o secondario) erano 6.968, ovvero il 20% in più rispetto a quelle registrate nel 2018. A inizi 2020, come ben sappiamo, la pandemia ha impattato fortemente sugli stili di vita della popolazione (anche italiana) che, conseguentemente, si è ritrovata a dover modificare anche le proprie tradizionali modalità e abitudini di acquisto. Ecco, allora, che se dovessimo trovare un lato positivo a questo infausto momento storico, potremmo individuare la fase di arresto obbligato vissuta in lockdown come una parentesi che, a causa di un adattamento forzato, ha portato alcune imprese in Italia a velocizzare l’evoluzione verso il digitale.

In questi mesi si è infatti assistito a una vera e propria accelerazione verso la digitalizzazione e la presenza online, anche per aziende in settori che prima erano totalmente assenti.

Diverse realtà si sono ritrovate così a investire in nuovi canali di commercializzazione online, a portare velocemente a termine progetti, intrapresi magari già da anni, per rinnovare i propri e-commerce ottimizzando e migliorandone la qualità del servizio. Ciò per attivare uno strategico canale che consentisse di rimanere a contatto con i propri clienti.

Nel corso di questi mesi si è visto un proliferare di aziende che hanno traslato sul digitale la presenza di store fisici, sia con siti proprietari che attraverso piattaforme e marketplace.

Il periodo che abbiamo vissuto ci ha insegnato a capire che qualcosa si è mosso, più di quello che ci saremmo aspettati: le aziende convinte che, dichiarata cessata la pandemia, torneranno a fare lo stesso business di prima, si stanno sbagliano.

Le evoluzioni delle abitudini di consumo hanno portato il mercato dello shopping digitale a raggiungere un certo livello di maturità. Target impensabile fi no a poco tempo fa, anche perché molti mostravano diffidenza verso queste modalità di acquisto. La conversione recente ha mostrato loro i benefici e ha arricchito il comparto della domanda. Gli e-shopper italiani, oggi, non sono più soltanto i Millennials o la generazione Z ma anche i loro genitori, i cosiddetti Baby boomers, tra i quali il tasso di penetrazione dell’acquisto digitale sta crescendo rapidamente.

In questo senso la pragmaticità, la funzionalità e rapidità dell’acquisto online e l’attrattività esperienze d’acquisto rese sempre più personalizzate ed efficaci, è riuscita ad abbattere numerose avversità che si ponevano sul lato della domanda, rendendo l’offerta più fruibile.

Federica Sartori

Consulente settore turismo G&A Group

Sono una persona piuttosto schietta e genuina, sempre con il sorriso, e mi piace portare un po’ della mia personalità in ogni situazione in cui mi trovo. Apprezzo molto sincerità e coerenza. Cerco di formulare sempre la mia personale opinione o visione su un argomento, ma allo stesso tempo considero con massimo riguardo anche i punti di vista contrari al mio. Sono convinta che le migliori idee e le migliori relazioni nascano davanti ad un buon bicchier di vino.