Alla base dell’evoluzione la resilienza della comunicazione

Utilizzare la comunicazione come leva per rivoluzionare il business coerentemente al periodo storico

In un contesto caratterizzato da una moltitudine di leve contrastanti di insicurezza e confusione, di notizie altalenanti e non sempre affidabili, è facile perdere il controllo della situazione, farsi cogliere dallo sconforto e disperdere le energie in soluzioni estemporanee dall’efficacia effimera. Attivare una comunicazione coerente e proattiva può ribaltare il destino delle aziende e contrastare il vortice di informazioni dissonanti.

Lo abbiamo visto nella grande risposta del talento italiano, capace di fondere creatività e senso dell’opportunità in un crescendo di proposte concrete, dallo stile inconfondibile. Dal singolo alle grandi aziende, tutti si sono messi in gioco in un mix tra distanza e coesione, uniti dal filo tricolore di orgoglio nazionale, per far crescere idee e sviluppare progetti di riscatto sociale ed economico.

Il mondo della moda ha reinventato il proprio business: Gucci, Prada e Armani sono solo alcuni dei brand impegnati nella produzione di camici e mascherine protettive. E cosa dire della storia della Easybreath? Da maschera da snorkeling a respiratore polmonare utilizzato nei reparti Covid dei nostri ospedali. Prodotta da Decathlon è diventata, quasi per caso, uno dei simboli della lotta alla pandemia.

L’effettoresilienzadella comunicazione è reso ancora più interessante al fondersi dei simbolismi propri, ad esempio, di arte e tecnologia che, fusi assieme in un contesto totalmente nuovo, assumono nuovi paradigmi tanto intensi quanto efficaci. Aziende, enti pubblici ed istituzioni culturali si trovano di fronte a una sfida che invita ad aggiornare le
proprie pratiche operative. Nascono così mostre e percorsi virtuali che reinventano dimensioni comunicative, fino a ieri relegate al concetto di tangibilità.

Interconnessione e dialogo, scambio e fruizione assumono così un ruolo determinante nel concetto di “visita”, che sia un tour all’interno di un museo o di un polo fieristico, oppure un meeting aziendale. Perché nell’impossibilità di un contatto fisico, ci si può comunque nutrire di emozione, curiosità e fascino per il bello.

Toccante, poi, il cortometraggio “Ali Dorate”, dedicato alla Milano duramente colpita dal contagio e immortalata in una dimensione di totale solitudine: firmato da Massimiliano Finazzer Flory, il video racconta la città attraverso il punto di vista di 19 statue. Perché loro sono rimaste sole ma non in silenzio. È un viaggio verso il ritorno, un invito a credere in Milano e alle sue statue, angeli della storia.

Chi non si è emozionato di fronte alla pubblicità “Good Morning Humanity” di Lavazza, firmata dell’agenzia Armando Testa? Una vera e propria adesione a nuovi valori, perfettamente raccontati nel famoso “Discorso all’Umanità” di Charlie Chaplin, del 1940, tratto dal film Il Grande Dittatore, ancora attuale dopo ottant’anni.

Non una semplice campagna di comunicazione, quindi, ma un messaggio di speranza. Perché c’è un mondo nuovo all’orizzonte, pronto ad accogliere un’umanità ritrovata che guarda al futuro con positività, ridefinendo la dimensione del rapporto tra individuo e comunità. L’altra faccia della medaglia è data da una comunicazione concreta, rassicurante, che strizza l’occhio a una situazione drammatica e instabile: ne sono esempio i messaggi veicolati dai supermercati, dove i dipendenti, in prima linea a supporto di un’economia in crisi, nonostante la mascherina, comunicano con lo sguardo il sorriso del riscatto. In questo senso, in un mondo in cui la società si scatena in nuove soluzioni comunicative, sempre più orientate a una maggiore sensibilità sociale che ci rende tutti uguali e senza distinzioni, le aziende, in primis, sperimentano la possibilità di imparare una nuova forma di dialogo

solo chi è in grado di coglierne le opportunità potrà provare a riscattare il proprio business.

Anna Corrà

Consulente area Aziendale G&A Group

Amo l’arte, la cultura, la letteratura e la comunicazione in tutte le sue forme, applicate al magico universo delle relazioni e delle sinergie, da cui mi piace assorbire sfumature e ossimori. Cerco di applicare la stessa passione a tutti i miei progetti, all’insegna di una versatilità che negli anni ha contraddistinto la mia anamnesi professionale, esplorando diversi settori, dalla cosmesi al merchandising, dalla bioedilizia al mondo food. Ho accettato la sfida della consulenza con uno sguardo da aziendalista, ammiccante e aperto insieme, per assimilare e allo stesso tempo offrire un punto di vista concreto e tangibile di “chi sta dall’altra parte”.